Raffaella: Oh amore…il primo, è vero sai: avresti dovuto essere tu il primo.
Gennarino: Il primo? Si chiama “primo” uno che poi dopo ci sta il secondo eh!
Raffaella: Il primo e l’unico…voglio dire che mi dispiace non esser vergine, perché dovevi essere tu ad aprirmi, a mettermi il tuo marchio… amore, ti prego… sodomizzami… sodomizzami… ti prego amore… sodomizzami!
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saverio
– 29 luglio 2010
Un toro è steso sulla sabbia
E i suo cuore perde cherosene
A ogni curva il cavallo di latta
Distrugge il cavaliere
Terra e mare
Polvere bianca
Una città si è perduta nel deserto
La casa è vuota non aspetta più nessuno
Che fatica essere uomini..
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saverio
– 27 luglio 2010
che fai adesso?
non so neanche il tuo nome e sei uno dei volti più familiari della mia vita.
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saverio
– 22 luglio 2010
passaporto
fototessere
fotocopie documenti viaggio
rubrica
carte credito
contante
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saverio
– 22 luglio 2010
amavo ogni cosa nel mondo
e non avevo
che il mio bianco taccuino sotto il sole
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saverio
– 20 luglio 2010
.. è allora che soppeso il mio esilio
e misuro la solitudine irrecuperabile di ciò che ho perduto
per ciò che d’anticipata morte mi corrisponde
in ogni ora, in ogni giorno d’assenza
che riempio con impegni ed esseri
la cui condizione a me aliena mi spinge
verso la calce definitiva
di un sogno che roderà le proprie vesti,
fatte d’una corteccia di materie
proscritte dagli anni e dall’oblio.
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saverio
– 28 giugno 2010
mai prendere un taxi per una destinazione senza prima chiedere da dove il tassista intenda passare: si rischia di entrare a Mousul per far prima.. seppure solo di striscio.
Ma a Mousul uno striscio è per sempre, mi dicono qui..
Mai arrivare in una città iraqena alle due del pomeriggio e scoprire che l’albergo è completo. A 47 gradi pesa pure il cellulare..
[…]
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saverio
– 12 giugno 2010
Ma io..
con Aronne Piperno,
posso essere ancora un po’ incazzato?!!!!
Maledetto!
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saverio
– 31 maggio 2010
Resisto, sforzandomi di capire dove arrivi la libertà.
- perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi
ero molto più curioso di voi. -
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saverio
– 16 maggio 2010
Era un grande greco. Poche volte nella mia vita, prima e dopo, mi sono sentito incombere sul capo una saggezza così concreta. C’era ben poco da replicare. La validità dell’argomento era palpabile, evidente: i due rottami informi ai miei piedi, e le due meraviglie lucenti ai suoi. Non c’era giustificazione. Non ero più uno schiavo: ma dopo i primi passi sulla via della libertà, eccomi seduto su un paracarro, coi piedi in mano, goffo e inutile come la locomotiva in avaria che da poco avevamo lasciata. Meritavo dunque la libertà? il greco sembrava dubitarne. […]
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saverio
– 8 maggio 2010
e pure un pò ricchione: ma non molesto i bambini
E NO CRISTO!
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saverio
– 14 aprile 2010
Il libro è abbastanza banale e non lo consiglio (“la parrucchiera di Kabul”).
Ma lei è una bomba.. (www.debbierodriguez.com)
..e poi è stata l’unica donna che mi abbia tagliato i capelli!
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saverio
– 6 aprile 2010
“non è colpa di Cristo se Giuda ha tradito..”
Haaaa!!
Haaaa!!
Ma porco…!!
Stai zitto frocio!
Millenni e non hanno imparato un cazzo!
Poveretti…!
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saverio
– 4 aprile 2010
non capiscono nulla: sono rimasti agli anni 70, ai bei tempi dei soldi ai giornali che piovevano come la pioggia di marzo…
stupidi…!
da oggi la home page classica del corriere della sera non è più accessibile dai browser dei cellulari e il lettore viene reindirizzato su mobile.corriere.it, dove si vedono i titoli ma per leggere gli articoli bisogna pagare due euro a settimana.
pazienza… al cesso la mattina leggerò googlenews…
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saverio
– 24 marzo 2010
un pò di terra sotto le unghie
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saverio
– 14 marzo 2010
o matu (la campagna)
o cèu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)
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saverio
– 4 marzo 2010
E quando muoio io non voglio preti,
non voglio avemarie nè paternostri,
non voglio avemarie nè paternostri
ma la bandiera rossa dei socialisti.
E la rigi- la rigi- la rigiri,
la rigira la sempre arditi,
evviva i socialisti,
abbasso i gesuiti!
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saverio
– 3 febbraio 2010
prima o poi
dovrò smettere di fare cose
che funzionano
e cominciare, invece,
a far funzionare le cose
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saverio
– 30 gennaio 2010
Mi risponde cosi:
“Dear Sir,
I hope this e-mail finds you well.
As you mentioned in your e-mail it is easy to cross the Turkish border into Iraqi Kurdistan and there is no problem in this respect, you can go back without any problems to be mentioned as you will cross a check point at Ibrahim Alkhalil near the town of Zakho.
It is easy to take photograhs except some locations where taking photographs are forbidden and I think it is something general all over the world.
Regards,
Mr.[...]”
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saverio
– 29 gennaio 2010

L’aveva cantata Mina (la perfezione!) quando lui era pressappoco uno sconosciuto,
lui che aveva il terrore del palcoscenico,
lui che non guardava negli occhi,
lui, quel 15 Marzo del ‘75 alla Bussola di Viareggio, si prese la briga di cantarla così:
E vi assicuro che la parola “ingoio” reca con se una forza poetica irrangiungibile…
..perdonerannomi lor signori della SIAE..
A voi:
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saverio
– 16 gennaio 2010
Un posto strano, fuji neopan 400 tirato a 1600, summicron 35, sviluppo a cazzo con il rodinal nel lavandino del bagno, scansione a cazzo.. ma che fascino..!
Asim Rafiqui – http://www.asimrafiqui.com/blog/ e qui l’articolo intero: http://arafiqui.wordpress.com/2009/09/20/why-i-shoot-film-or-why-should-you-give-a-damn/
“I prefer to shoot film because it is a more human process, complete with all the frailties, mistakes, fears, worries, concerns, and doubts that define me as a human being. Yes, of course, digital has all the utilitarian advantages (cheaper, faster, quick turn around sharper etc.), but film retains all the creative advantages.
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saverio
– 14 gennaio 2010
I famosi sand boot Magnum.. Prima guerra del Golfo. Comprati da Tammaro a Roma nel 97.
E mi è venuto il colpo della strega..
Il colpo della strega!
Che sarà?
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saverio
– 10 dicembre 2009
Good times for a change
See, the luck I’ve had
Can make a good man
Turn bad
So please please please
Let me, let me, let me
Let me get what I want
This time
Haven’t had a dream in a long time
See, the life I’ve had
Can make a good man bad
So for once in my life
Let me get what I want
Lord knows, it would be the first time
Lord knows, it would be the first time
che bella..
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saverio
– 27 novembre 2009
Condivido e traduco con piacere un saggio e intelligente articolo di Jon Anderson pubblicato su lightstalkers.org un pò di tempo fa:
(http://www.lightstalkers.org/narrative-pleasure-digital-journalism-and-slow-news)
Il piacere della narrazione, il giornalismo digitale e le “Slow News”
Jon Anderson
Il nostro comportamento da giornalisti tende ad essere dominato dalla necessità di vedere i nostri lavori “pubblicati” – cioè noi tendiamo a che le nostre storie vengano rese pubbliche affinché la gente sappia che qualcosa è sbagliato nel mondo (o che qualcosa è giusto) – e dunque siamo sempre stati storicamente limitati dall’insita “ristrettezza” dei media classici (si pensi a considerazioni di spazio, agende aditoriali, a come le storie dovrebbero scorrere e come dovrebbero apparire stilisticamente.. ecc.) Tutti noi siamo in grado di citare famosi esempi di ottimo materiale fotografico mai pubblicato ovvero pubblicato a pezzi, troncato. Il superbo lavoro di Marcus Bleasdale sul Congo è un esempio recente degli ostacoli che dobbiamo affrontare, in quanto nonostante non sia mai stato pubblicato da nessuno, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, riconoscimenti che paradossalmente, sono apparsi sui media che non hanno pubblicato il suo lavoro..
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saverio
– 6 novembre 2009