E quando muoio io non voglio preti,
non voglio avemarie nè paternostri,
non voglio avemarie nè paternostri
ma la bandiera rossa dei socialisti.
E la rigi- la rigi- la rigiri,
la rigira la sempre arditi,
evviva i socialisti,
abbasso i gesuiti!
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saverio
– 3 febbraio 2010
prima o poi
dovrò smettere di fare cose
che funzionano
e cominciare, invece,
a far funzionare le cose
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saverio
– 30 gennaio 2010
Mi risponde cosi:
“Dear Sir,
I hope this e-mail finds you well.
As you mentioned in your e-mail it is easy to cross the Turkish border into Iraqi Kurdistan and there is no problem in this respect, you can go back without any problems to be mentioned as you will cross a check point at Ibrahim Alkhalil near the town of Zakho.
It is easy to take photograhs except some locations where taking photographs are forbidden and I think it is something general all over the world.
Regards,
Mr.[...]”
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saverio
– 29 gennaio 2010

L’aveva cantata Mina (la perfezione!) quando lui era pressappoco uno sconosciuto,
lui che aveva il terrore del palcoscenico,
lui che non guardava negli occhi,
lui, quel 15 Marzo del ‘75 alla Bussola di Viareggio, si prese la briga di cantarla così:
E vi assicuro che la parola “ingoio” reca con se una forza poetica irrangiungibile…
..perdonerannomi lor signori della SIAE..
A voi:
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saverio
– 16 gennaio 2010
Un posto strano, fuji neopan 400 tirato a 1600, summicron 35, sviluppo a cazzo con il rodinal nel lavandino del bagno, scansione a cazzo.. ma che fascino..!
Asim Rafiqui – http://www.asimrafiqui.com/blog/ e qui l’articolo intero: http://arafiqui.wordpress.com/2009/09/20/why-i-shoot-film-or-why-should-you-give-a-damn/
“I prefer to shoot film because it is a more human process, complete with all the frailties, mistakes, fears, worries, concerns, and doubts that define me as a human being. Yes, of course, digital has all the utilitarian advantages (cheaper, faster, quick turn around sharper etc.), but film retains all the creative advantages.
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saverio
– 14 gennaio 2010
I famosi sand boot Magnum.. Prima guerra del Golfo. Comprati da Tammaro a Roma nel 97.
E mi è venuto il colpo della strega..
Il colpo della strega!
Che sarà?
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saverio
– 10 dicembre 2009
Good times for a change
See, the luck I’ve had
Can make a good man
Turn bad
So please please please
Let me, let me, let me
Let me get what I want
This time
Haven’t had a dream in a long time
See, the life I’ve had
Can make a good man bad
So for once in my life
Let me get what I want
Lord knows, it would be the first time
Lord knows, it would be the first time
che bella..
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saverio
– 27 novembre 2009
Condivido e traduco con piacere un saggio e intelligente articolo di Jon Anderson pubblicato su lightstalkers.org un pò di tempo fa:
(http://www.lightstalkers.org/narrative-pleasure-digital-journalism-and-slow-news)
Il piacere della narrazione, il giornalismo digitale e le “Slow News”
Jon Anderson
Il nostro comportamento da giornalisti tende ad essere dominato dalla necessità di vedere i nostri lavori “pubblicati” – cioè noi tendiamo a che le nostre storie vengano rese pubbliche affinché la gente sappia che qualcosa è sbagliato nel mondo (o che qualcosa è giusto) – e dunque siamo sempre stati storicamente limitati dall’insita “ristrettezza” dei media classici (si pensi a considerazioni di spazio, agende aditoriali, a come le storie dovrebbero scorrere e come dovrebbero apparire stilisticamente.. ecc.) Tutti noi siamo in grado di citare famosi esempi di ottimo materiale fotografico mai pubblicato ovvero pubblicato a pezzi, troncato. Il superbo lavoro di Marcus Bleasdale sul Congo è un esempio recente degli ostacoli che dobbiamo affrontare, in quanto nonostante non sia mai stato pubblicato da nessuno, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, riconoscimenti che paradossalmente, sono apparsi sui media che non hanno pubblicato il suo lavoro..
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saverio
– 6 novembre 2009
il 27 gennaio 2006 mi consegnano il primo ed il secondo volume de “il fotografo”,
editrice lizard: http://lizard.rcslibri.corriere.it/lizard/autore/lefevre_didier.html
si tratta di un peculiare esperimento editoriale:
una storia a fumetti di un fotografo in afghanistan raccontata anche attraverso le sue immagini:
le provinature a contatto con le selezioni degli scatti sono abilmente alternate alla storia disegnata da Emmanuel Guibert.
“Fine luglio 1986. Didier Lefèvre lascia Parigi per la sua prima importante missione fotografica: seguire un’équipe di Medici Senza Frontiere nel cuore dell’Afghanistan, in piena guerra tra sovietici e Moudjahidin. Questa missione segnerà la sua vita come questa guerra segnerà la storia contemporanea.”
splendido!
purtroppo il volume terzo, all’epoca, non era stato ancora tradotto in italiano:
penso di comprarlo in francese
ma leggo che verrà pubblicato presto in italia
decido di aspettare e conservare la curiosità di sapere se Didier attraverserà davvero da solo le montagne per ritornare in pakistan e quindi a casa.
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saverio
– 22 ottobre 2009
cielo sereno terra scura carne tenera non diventare nera non ritornare dura e nel nome di Maria tutti i diavoli da questa pentola andate via
silenzio
solo la sua voce
le prime sei parole senza musica
la sua voce che è già musica
- ti t’adesciâe ‘nsce l’èndegu du matin -
e vibra la stanza
si irrigidiscono le mani sulla tastiera e non riesco a scrivere
la rimetto cinque o sei volte
sempre la stessa
sempre diversa
aveva ragione Fernanda: dio è stato molto cattivo a portarselo via!
molto cattivo!
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saverio
– 3 ottobre 2009
Le mie parole sono un sussurro, la vostra sordità un urlo.
Posso farvi provare sensazioni ma non riesco a farvi pensare.
Il vostro sperma è nello scarico
il vostro amore nel lavandino.
Avete deciso di attraversare i campi
e concludere i vostri parti bestiali
I vostri vecchi saggi neanche immaginano
come ci si senta ad essere
ottusi come un mattone
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saverio
– 15 settembre 2009
perpignan :: Arsenal des Carmes :: september 2007
Once upon a time in the ass.. appunto
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saverio
– 11 settembre 2009
sono tanti anni, spesso le guardo e le riguardo… ma cazzo, questa proprio non l’avevo mai vista..
a volte le cose ovvie sono sotto gli occhi e non le vedi.
è bella, più di altre, ma io non la vedevo.
grazie
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saverio
– 9 settembre 2009
azzo!
che scatto! non c’è la farò mai a prendere le nikon: la leica è troppo lenta! cazzo che scatto! ci provo lo stesso, ma so che lo mancherò..
“stop please!!” fermate sta cazzo di macchina!!
bastava chiedere.
ma troppa fretta: scendo di corsa e per non mettere in pericolo nessuno, per non creare ansia, ne scatto tre con la leica e salto di nuovo dentro.
cazzo..!
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saverio
– 2 settembre 2009
nessun altro posto riempie la mia immaginazione e gonfia il mio desiderio come l’afghanistan
e poi c’è un pezzo che mi manca
un pezzo di afghanistan fatto di facce e occhi che ancora mi manca
un pezzo da raccontare che non so bene
è inevitabile che prima o poi succeda
e allora, quando succederà di nuovo, le guarnizioni della mia Leica terranno bene la luce
si
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saverio
– 1 settembre 2009
io ho abitato
per pochi istanti,
per un battito di ciglia,
per un caso
in questi occhi
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saverio
– 30 agosto 2009
all’aereoporto
karzai e massoud mi guardano dai lati del monumento all’aviazione, ai bordi del viale che porta a kabul
la guerra è dappertutto
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saverio
– 28 agosto 2009