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sodomizzami… sodomizzami… ti prego amore… sodomizzami!

Raffaella: Oh amore…il primo, è vero sai: avresti dovuto essere tu il primo.

Gennarino: Il primo? Si chiama “primo” uno che poi dopo ci sta il secondo eh!

Raffaella: Il primo e l’unico…voglio dire che mi dispiace non esser vergine, perché dovevi essere tu ad aprirmi, a mettermi il tuo marchio… amore, ti prego… sodomizzami… sodomizzami… ti prego amore… sodomizzami!

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il cane il gatto io e te

Un toro è steso sulla sabbia
E i suo cuore perde cherosene
A ogni curva il cavallo di latta
Distrugge il cavaliere
Terra e mare
Polvere bianca
Una città si è perduta nel deserto
La casa è vuota non aspetta più nessuno
Che fatica essere uomini..

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che fine hai fatto?

sss

che fai adesso?
non so neanche il tuo nome e sei uno dei volti più familiari della mia vita.

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non manca niente, mi pare

passaporto
fototessere
fotocopie documenti viaggio
rubrica
carte credito
contante

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il mio bianco taccuino

amavo ogni cosa nel mondo
e non avevo
che il mio bianco taccuino sotto il sole

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ogni giorno d’assenza che riempio con impegni ed esseri

sss

.. è allora che soppeso il mio esilio
e misuro la solitudine irrecuperabile di ciò che ho perduto
per ciò che d’anticipata morte mi corrisponde
in ogni ora, in ogni giorno d’assenza
che riempio con impegni ed esseri
la cui condizione a me aliena mi spinge
verso la calce definitiva
di un sogno che roderà le proprie vesti,
fatte d’una corteccia di materie
proscritte dagli anni e dall’oblio.

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a me piace l’iraq, ma

sss

mai prendere un taxi per una destinazione senza prima chiedere da dove il tassista intenda passare: si rischia di entrare a Mousul per far prima.. seppure solo di striscio.
Ma a Mousul uno striscio è per sempre, mi dicono qui..
Mai arrivare in una città iraqena alle due del pomeriggio e scoprire che l’albergo è completo. A 47 gradi pesa pure il cellulare..
[…]

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Navi da guerra, aiuti umanitari, blitz, complotto, aggressione o sceneggiata..

Ma io..
con Aronne Piperno,
posso essere ancora un po’ incazzato?!!!!
Maledetto!

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Io resisto

Resisto, sforzandomi di capire dove arrivi la libertà.

- perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi
ero molto più curioso di voi. -

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Mordo Nahum, la guerra e le scarpe

Era un grande greco. Poche volte nella mia vita, prima e dopo, mi sono sentito incombere sul capo una saggezza così concreta. C’era ben poco da replicare. La validità dell’argomento era palpabile, evidente: i due rottami informi ai miei piedi, e le due meraviglie lucenti ai suoi. Non c’era giustificazione. Non ero più uno schiavo: ma dopo i primi passi sulla via della libertà, eccomi seduto su un paracarro, coi piedi in mano, goffo e inutile come la locomotiva in avaria che da poco avevamo lasciata. Meritavo dunque la libertà? il greco sembrava dubitarne. […]

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io sono un gay frocio checca

sss

e pure un pò ricchione: ma non molesto i bambini

E NO CRISTO!

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debbie

sss

Il libro è abbastanza banale e non lo consiglio (“la parrucchiera di Kabul”).
Ma lei è una bomba.. (www.debbierodriguez.com)
..e poi è stata l’unica donna che mi abbia tagliato i capelli!


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non è colpa di nessuno

“non è colpa di Cristo se Giuda ha tradito..”

Haaaa!!
Haaaa!!
Ma porco…!!
Stai zitto frocio!

Millenni e non hanno imparato un cazzo!
Poveretti…!

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corriere della sera mobile

non capiscono nulla: sono rimasti agli anni 70, ai bei tempi dei soldi ai giornali che piovevano come la pioggia di marzo…
stupidi…!
da oggi la home page classica del corriere della sera non è più accessibile dai browser dei cellulari e il lettore viene reindirizzato su mobile.corriere.it, dove si vedono i titoli ma per leggere gli articoli bisogna pagare due euro a settimana.
pazienza… al cesso la mattina leggerò googlenews…

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proposito per il futuro

un pò di terra sotto le unghie

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Viver!

o matu (la campagna)
o cèu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)

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Quando muoio non voglio preti

E quando muoio io non voglio preti,
non voglio avemarie nè paternostri,
non voglio avemarie nè paternostri
ma la bandiera rossa dei socialisti.

E la rigi- la rigi- la rigiri,
la rigira la sempre arditi,
evviva i socialisti,
abbasso i gesuiti!

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Prima o poi

prima o poi
dovrò smettere di fare cose
che funzionano
e cominciare, invece,
a far funzionare le cose

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Ecco il piano

sss

Mi risponde cosi:
“Dear Sir,

I hope this e-mail finds you well.
As you mentioned in your e-mail it is easy to cross the Turkish border into Iraqi Kurdistan and there is no problem in this respect, you can go back without any problems to be mentioned as you will cross a check point at Ibrahim Alkhalil near the town of Zakho.
It is easy to take photograhs except some locations where taking photographs are forbidden and I think it is something general all over the world.

Regards,
Mr.[...]”

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La forza poetica della parola “ingoio”


L’aveva cantata Mina (la perfezione!) quando lui era pressappoco uno sconosciuto,
lui che aveva il terrore del palcoscenico,
lui che non guardava negli occhi,
lui, quel 15 Marzo del ‘75 alla Bussola di Viareggio, si prese la briga di cantarla così:
E vi assicuro che la parola “ingoio” reca con se una forza poetica irrangiungibile…

..perdonerannomi lor signori della SIAE..

A voi:

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ripiamose (la pellicola!)

sss

Un posto strano, fuji neopan 400 tirato a 1600, summicron 35, sviluppo a cazzo con il rodinal nel lavandino del bagno, scansione a cazzo.. ma che fascino..!

Asim Rafiqui – http://www.asimrafiqui.com/blog/ e qui l’articolo intero: http://arafiqui.wordpress.com/2009/09/20/why-i-shoot-film-or-why-should-you-give-a-damn/

“I prefer to shoot film because it is a more human process, complete with all the frailties, mistakes, fears, worries, concerns, and doubts that define me as a human being. Yes, of course, digital has all the utilitarian advantages (cheaper, faster, quick turn around sharper etc.), but film retains all the creative advantages.

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Mi allacciavo gli stivaletti da combattimento

I famosi sand boot Magnum.. Prima guerra del Golfo. Comprati da Tammaro a Roma nel 97.
E mi è venuto il colpo della strega..
Il colpo della strega!
Che sarà?

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Please, Please, Please, for once in my life let me get what I want

the-smiths-meat-is-murder-1Good times for a change
See, the luck I’ve had
Can make a good man
Turn bad

So please please please
Let me, let me, let me
Let me get what I want
This time

Haven’t had a dream in a long time
See, the life I’ve had
Can make a good man bad

So for once in my life
Let me get what I want
Lord knows, it would be the first time
Lord knows, it would be the first time

che bella..

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Il piacere narrativo – Narrative Pleasure, Digital Journalism, and “Slow News”

Condivido e traduco con piacere un saggio e intelligente articolo di Jon Anderson pubblicato su lightstalkers.org un pò di tempo fa:
(http://www.lightstalkers.org/narrative-pleasure-digital-journalism-and-slow-news)
Il piacere della narrazione, il giornalismo digitale e le “Slow News”
Jon Anderson

Il nostro comportamento da giornalisti tende ad essere dominato dalla necessità di vedere i nostri lavori “pubblicati” – cioè noi tendiamo a che le nostre storie vengano rese pubbliche affinché la gente sappia che qualcosa è sbagliato nel mondo (o che qualcosa è giusto) – e dunque siamo sempre stati storicamente limitati dall’insita “ristrettezza” dei media classici (si pensi a considerazioni di spazio, agende aditoriali, a come le storie dovrebbero scorrere e come dovrebbero apparire stilisticamente.. ecc.) Tutti noi siamo in grado di citare famosi esempi di ottimo materiale fotografico mai pubblicato ovvero pubblicato a pezzi, troncato. Il superbo lavoro di Marcus Bleasdale sul Congo è un esempio recente degli ostacoli che dobbiamo affrontare, in quanto nonostante non sia mai stato pubblicato da nessuno, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, riconoscimenti che paradossalmente, sono apparsi sui media che non hanno pubblicato il suo lavoro..

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